Presso questa fucina, operativa fino alla metà dell’ottecento, si svolgeva una piccola attività
di fabbro, ciabattino e maniscalco.
Parte integrante di un sistema famigliare che comprendeva la coltivazione della castagna, la
cura del bestiame ed il periodo di fienagione, la produzione di utensili era certamente rivolta
alle carovane in transito sul passo Spluga ed alle famiglie di contadini e pastori della zona.
La fucina si trova al pian terreno dell’abitazione principale fig.1, la quale è composta da una
zona di soggiorno con locale del fuoco e camere con "Stua" fig.2 e “Pigna” fig.3, cantina e"Crotto", stalla e fienile posto più a valle. All'esterno della fucina sono ancora visibili i resti del "Barch del cion", il ricovero per i maiali.
L’ingresso del laboratorio è delimitato da un grosso portone in legno con anta a mezza
altezza. Subito all’interno sulla destra il focolare della forgia fig.4 con il basamento in pietra
per l’incudine. Il focolare, alimentato a carbone, era mantenuto attivo tramite un soffione a tiro
manuale “Mantes” fig.5, a doppia camera. Sulla sinistra il banco lavoro ed un grosso volano
in legno per la rotazione delle mole fig.6, necessarie alla limatura ed affilatura di metalli e
lame. In fondo un ripostiglio per il carbone e le materie prime di lavorazione (legno, cuoio,
ferro.).
Fig 1
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Fig 2
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Fig 3
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Fig 4
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Fig 5
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Fig 6
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