Nelle antiche tabernae trovano spazio le sezioni dedicate all'attività dei cavatori (per l'estrazione della beola verde), dei falegnami (legnamee), dei distillatori di vinacce (grapàt) e dei someggiatori (trasporto merci).
Il legname, per secoli, raggiungerà i suoi mercati sull'acqua: solo sui corsi d'acqua minori, tuttavia, il viaggio avveniva in fluitazione libera. Sui fiumi principali, i tronchi, assemblati in zattere, venivano condotti a valle dagli zattieri (in italiano arcaico, zattera è zatta, da cui zattiere): quella che viene definita fluitazione legata.
Dal XVII secolo attraverso il passo dello Spluga passava Corriere di Lindò (Lindau) che da Lindau, sul lago di Costanza effettuava un servizio di trasporto di corrispondenza, merci e passeggeri: da Lindau a Milano, risalendo la valle del Reno, per Coira, passo dello Spluga e valle San Giacomo fino a Chiavenna. e al porto di Riva di Chiavenna (lago di Mezzola) dove si imbarcava proseguendo fino a Como da dove proseguiva fino a Milano, nuovamente con l'ausilio di mezzi di comunicazione terrestri.
I "grapàt" i distillatori di vinacce, professione tipica della Val San Giacomo che dalla metà dell'Ottocento ha dato reddito a molte famiglie che si sono specializzate in questa attività, recuperando le vinacce dai vinificatori di Chiavenna e distillandole a casa in distillerie improvvisate.
Sono molte le famiglie che emigrando hanno fondato importanti e rinomate distillerie, in attività ancora oggi, per ricordarne qualcuna: Francoli, Scaramellini, Della Morte, Fanetti, Gadola, Vener, Acquistapace e molte altre che hanno lasciato minore ricordo di sè.

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